15 Febbraio 2018

Il pianto del neonato: i 6 tipi

Il pianto del neonato: i 6 tipi

La prima forma di comunicazione del neonato è il pianto. Tutti i bimbi piangono allo stesso modo e sostanzialmente per le stesse cose. Spesso però non si sa bene come comportarsi o come interpretare i loro segnali senza fraintenderli.

Ecco i 6 tipi di pianto del neonato

1.Pianto per fame o sete

Il pianto da fame è sicuramente quello che sentiamo più frequentemente. Esso si caratterizza per il variare della sua intensità presentando picchi di acuti molto alti, dove l’intensità tende a crescere man mano che la fame aumenta. Molto spesso il pianto è accompagnato con il gesto del neonato di portare la manina in bocca, o andare alla ricerca del seno girando la testa di qua e di là, o semplicemente succhiandosi il dito. L’interruzione del pianto è istantanea quando il bebè vede la pappa.

2.Pianto per il pannolino sporco

Quando il bambino è bagnato e/o sporco, piange in modo lamentoso. È un segnale questo che ha il timbro del disagio, del malessere, non del dolore o della sofferenza.

3.Pianto per coliche

Le coliche sono uno dei doloretti più comuni per i neonati. Esse sono molto comuni tanto da essere quasi considerate normali. Le coliche non sono altro che una risposta fisiologica naturale per l’alimentazione con il latte dove il pancino del neonato tende a gonfiarsi provocando un pochino di dolore.

In questo caso il pianto è quasi un grido improvviso senza gemiti, che lo lascia senza fiato e con una pausa di respiro prolungata. In questo caso l’unica cosa da fare è agire con dei piccoli massaggi sul pancino. Inoltre, il contatto con la mamma è di grande conforto al bambino ed è per questo che quasi tutti i pianti si attenuano, si placano, in braccio, anche se il dolore non passa.

4.Pianto per stanchezza

Il pianto da sonno ha delle caratteristiche comuni a quello da fame perché comincia sommesso per poi farsi via via più pressante fino ad assumere toni di vera disperazione. Un segnale tipico della stanchezza è il classico stropicciarsi gli occhi accompagnato da un pianto soave e ritmato. In questo caso basta cantare soavemente una ninna nanna e cullarlo dolcemente per conciliare il riposino.

5.Pianto dell’abbandono

Il pianto dell’abbandono è molto forte, specie nei primi mesi di vita del neonato e si manifesta sempre quando il piccolo, svegliandosi dal sonno, non avverte la presenza della mamma. È il pianto di un bisogno esistenziale e accogliendolo la mamma fa sì che il bambino cresca interiormente bene e tranquillo.

Inoltre, i neonati sono dipendenti al 100% dai propri genitori e richiedono una continua attenzione, quando sentono solitudine o indifferenza, o anche quando avvertono la solitudine voglio la presenza costante della propria mamma e del proprio papà. Questo tipo di pianto è monotono e si interrompe subito non appena si prende in braccio il piccolo.

6.Pianto nervoso

Il pianto nervoso si esprime attraverso un pianto basico con uno sforzo maggiore delle corde vocali da parte del neonato. Il suono è più stridente e il visino contratto con smorfie tirate. Le principali cause possono essere: la posizione, il rumore, il troppo silenzio, la temperatura o la luce (che può disturbare il sonno ma solo se appare improvvisamente).

Lucia Franco

Commenti


Il tuo commento

Effettua il login o registrati

Commenta come ospite




Commenta per primo questo articolo!

Proseguendo la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Privacy Policy Ho capito