Abbigliamento per neonati: guida pratica su come vestire il tuo pupetto

Quando parliamo di moda, nessuno pensa direttamente al settore dell’ abbigliamento neonato. Ma chi dice che i pupetti non possono essere alla moda? Anche il loro aspetto merita di essere curato.

In questo caso non si parla solo di estetica, ma di tutte quelle attenzioni e cure necessarie nella scelta dei capi di abbigliamento del neonato per far si che sia protetto e al sicuro. L’amore si riversa anche qui, nel capire cosa e quali siano i capi più adatti. Spesso da neo-genitori ci si lascia prendere dall’emozione e dal brivido del cambiamento che si trasforma in shopping, affascinati da prodotti carini, rischiando di comprare indumenti in eccesso che non verranno mai indossati.

Con il risultato di aver speso inutilmente dei soldi e di trovarsi con capi che finiranno per essere, nel migliore dei casi, donati.

Abbigliamento neonato: cos’è?

L’abbigliamento neonato è in assoluto il prodotto più regalato ai bambini appena nati e, a dirla tutta, quello più apprezzato dalle mamme. Perché? I pargoletti crescono molto velocemente, soprattutto nel primo periodo, e molti capi vengono indossati solo per le due settimane iniziali. Quindi regalare ai neo-genitori, ad esempio, delle tutine che coprono un ciclo di mesi più maturo del bimbo, li aiuterà a risparmiare notevolmente dei soldi.

In genere quando si parla di abbigliamento neonato ci si riferisce a quell’arco di crescita che va dai 0 ai 12 mesi. Ogni vestito ha le sue caratteristiche sia culturali sia sociali che sono legate all'estetica e al loro uso. Come vedremo più avanti tra tutine, completini e corredini ci sarà l'imbarazzo della scelta.

Oggi siamo condizionati dalla semplicità dei vestiti, ma un tempo non era così, anzi tutto il contrario! L’abbigliamento neonato era molto complicato.

Abbigliamento neonato: cenni storici

Facciamo un salto indietro. Sapevi che la storia dell’abbigliamento neonato ha radici ben profonde? I vestiti per neonati avevano due scopi, sia per offrire una protezione al bimbo da agenti esterni sia per rappresentazione del ceto sociale. I bambini non erano considerati come tali, bensì come piccoli adulti e in quanto appartenenti a determinate classi sociali dovevano rappresentarne il prestigio anche negli abiti.

Queste regole valevano per la borghesia e la nobiltà. L’abbigliamento neonato degli altri ceti, quelli medi e quelli poveri, vestivano i loro bambini in modo essenziale: dalle tuniche alle calzabraghe, spesso troppo larghi e logori, legati con una corda in vita e dai tessuti ormai vecchi. La moda, sostanzialmente, era di chi poteva permettersela.

Vestiti neonato nel ‘500 e ‘600:

L’abbigliamento per un bambino appena nato nel Cinquecento consisteva nell’essere avvolto in fasce per tenere il corpicino al caldo e per sostenerlo. In più avevano lo scopo di correggere e prevenire determinate malformazioni dello scheletro spesso diffuse nel secolo. Liberi erano solo gli arti superiori e la testa fino a circa il compimento del primo anno. Poi, venivano liberati da prima il tronco e in seguito le gambe.

I materiali rispecchiavano le possibilità economiche e le classi sociali di appartenenza: i più ricchi vestivano seta, il ceto medio-basso, il lino e la lana.

L’abbigliamento neonato tipico, oltre le fasce, erano le tuniche che permettevano di cambiare senza troppi problemi la biancheria e lasciando liberi i movimenti. Il modello era quello della tunica larga medievale che non vedeva distinzione tra maschio e femmina.

Nera, rossa e marrone, questo vestito aveva degli spacchi laterali per consentire i movimenti delle gambe e delle aperture posteriori e anteriori per la pulizia e igiene.

Discorso diverso per chi nasceva a corte e vedeva l’eredità del Regno. Principi e Principesse non avevano un diritto all'infanzia e venivano vestiti come degli adulti in miniatura, dagli indumenti fino ai gioielli. La tunica in questo caso è stata sviluppata e arricchita: lunghe file di bottoni, anche fino a 45, ricami e alamari pregiati. In inverno si usava avvolgere i neonati con la pelliccia per difenderli dal freddo.

Questa moda nell’abbigliamento neonato continua nel 600 fino alla metà del 1700. Vengono aggiunte le cuffiette e il grembiule nelle classi sociali medie con gonne e corsetti.

Vestiti neonato nel ‘700 e ‘800:

In questa epoca ci sono dei grandi cambiamenti nell’abbigliamento infantile grazie agli scritti di filosofi, pedagoghi ed educatori, come quelli di Comenio e soprattutto Rousseau. Ritenendo il gioco e la libertà di movimento indispensabili per un corretto sviluppo del bambino, quest’ultimo si scagliò contro l’utilizzo delle fasce additando tutti quei capi che costringevano i neonati e i bambini sia nei movimenti sia nella loro estrosità. Essendo a favore di un abbigliamento neonato né troppo stretto né troppo caldo e che potesse permettere i movimenti, soprattutto quelli all’aria aperta.

Infatti la moda inizia a cambiare a favore di abiti per un uso più pratico e igenico. Questo non significa che i bambini non furono più vestiti come dei piccoli adulti, ma iniziò ad affermasi una nuova mentalità, un’ alternativa, che cominciava a considerare il bambino come tale, e l'abbigliamento neonato iniziò ad essere pensato ad hoc e secondo le varie esigenze.

Nella seconda metà del 1800 molti capi vennero eliminati dai guardaroba infantili, per adottare dei tessuti più leggeri e pratici. Le bimbe vestivano gonne più corte, fino al ginocchio dai colori più delicati come quelli pastello. In questi anni si iniziò a creare appositamente l’abbigliamento per i bambini, pubblicizzati in apposite riviste di moda femminile.

A fine Ottocento e inizio Novecento nascono tre abiti che andarono ad influenzare lo stile di tutta l’Europa diventando l’emblema raffigurativo della moda infantile e che ancora oggi ne sentiamo l’importanza ereditaria:

  • Vestito alla marinara. Abbigliamento neonato e infantile per entrambi i sessi. Blu scuro o bianco, aveva una linea morbida cucito con materiali resistenti e comodi, facilmente lavabili. Si adattava bene alle esigenze di movimento dei bambini, e l’unica differenza tra maschietto e femminuccia era la gonna a pieghe per lei.

Una grande curiosità, è che grazie alla praticità del movimento data da questi vestiti se ne replicò una versione adulta per i completi da ginnastica e bicicletta!

  • Il vestito da Piccolo Lord o paggetto. Aveva pantaloni al ginocchio, lunga marsina, collare e polsini di pizzo, ispirato alla moda della corte francese nel 1600.
  • Il vestito alla “Eton”, ossia dei modelli che riprendevano le divise collegiali dell’istituto aristocratico inglese: calzoni lunghi e giacca corta alla vita con punta al centro dietro la schiena.

Vestiti infantili nel ‘900:

Sono gli anni dove l’attenzione all’abbigliamento neonato e quello dell’infanzia ha maggiore interesse. Negli anni subito dopo la Prima Guerra Mondiale, ci si concentra sull’attività fisica quindi si cercano vestiti che continuano a focalizzarsi sul movimento: abiti ampi, maglioncini e calzettoni di maglia.

La svolta si ha negli anni Trenta del Novecento quando gli abiti, ma per le più grandine, si ispirano alle lady e all’influenza delle attrici. Con l’avvento della Seconda Guerra Mondiale, si torna alle divise che avvolgono il corpo, poi la famosa moda balilla, e infine negli anni dopo la guerra, non si fa più distinzione di classe lasciando piede ai blue jeans e t-shirt.

Abbigliamento neonato nella storia: curiosità

A partire dai secoli che abbiamo descritto, quelli del 1500 e a seguire in quelli successivi, la differenza di genere nei più piccoli non era importante. Sia maschi sia femmine, nei primi anni di vita fino all’infanzia, indossavano delle lunghe vesti senza alcuna caratterizzazione.

L’abbigliamento neonato maschile e femminile non aveva differenziazione nel modello. Quindi possiamo trovare dei ritratti e fotografie che mostrano pargoletti vestiti con gonne ed ampie vesti, che oggi definiremmo prettamente femminili.

Questo perché nell'abbigliare i neonati si prediligeva la praticità: avere una gonna o un vestito era più facile per cambiare quelli che oggi sono i pannolini e tenere puliti i bambini. Le uniche differenze si avevano nelle allacciature, sul davanti per le bimbe e anteriori per i maschietti, nei tessuti e nei colori.

Penserete che quindi i maschietti vestivano colori sulla scia del blu e le femminucce il rosa. Niente di più sbagliato! Gli abiti dei neonati e dei bambini in passato erano bianchi, come simbolo di purezza ma anche per una mera questione funzionale: era più semplice lavare i panni senza incorrere nel rischio di farli sbiadire.

Anche qui, la questione di genere non è come quella di oggi. Infatti nell’abbigliamento neonato di metà Ottocento le classi nobiliari utilizzavano tonalità pastello senza assegnare un colore specifico al sesso del bambino, anche se spesso erano i maschietti ad indossare il rosa e le femminucce il blu. Questo è dipeso dalla simbologia che veniva assegnata ai colori. Il rosa, come il rosso, porta il significato di forza, energia, potere e coraggio e per questo veniva affidato ai maschi. Il blu, il celeste, facevano riferimento alla spiritualità, al velo della Vergine e quindi adatto alle femminucce.

La simbologia dei colori andrà avanti fino alla metà o poco prima del Novecento, che vede comparire sul mercato le prime tinte chimiche. Ciò rivoluziona l’abbigliamento neonato, le grandi case produttrici decidono di utilizzare il rosa per le bimbe e il blu per i maschietti.

Abbigliamento neonato oggi: quello più in voga e le varie tipologie

Torniamo al nostro secolo. Oggi l’abbigliamento neonato ha perseguito quelle esigenze tanto richieste in passato legate alla praticità e alla libertà dei movimenti. Infatti non troviamo più quei vestiti pomposi e ricchi di strati di tessuto, anzi la parola d’ordine è semplicità.

Semplicità nei modelli e nel design che ritroviamo soprattutto in un capo. Non a caso, dopo aver compiuto delle analisi nel nostro database di TutineNeonato.it, abbiamo confermato che è quello più richiesto e acquistato.

Vuoi sapere qual’è l’abbigliamento neonato più diffuso tra le neo mamme? Te lo diciamo noi, le tutine neonato!

La tutina l’abbigliamento neonato per eccellenza e un capo indispensabile nel guardaroba di un pupetto. Il suo essere comoda, pratica e facile da indossare, l’ha resa un must have per i neo genitori, soprattutto perché si lava facilmente e si adatta a ogni esigenza!

Sul mercato trovate tutine neonato per ogni scelta. Trame e tessuti diversi la rendono un capo ideale per ogni stagione: autunno, inverno, primavera, estate.

In genere le tutine neonato sono un tipo di abbigliamento che copre l’arco di vita del pupetto fino ai dodici mesi, periodo in cui risulta più semplice vestirli, dopodiché sono utili altri tipologie di vestiario.

La grande scelta che si trova permette di avere tutine neonato per tutti i gusti, marche, prezzo e colore. Data la grande vastità, noi sconsigliamo di orientarsi solo sul rosa e sul blu in base al sesso del bambino, ti lasceresti sfuggire molti modelli che possono essere unisex o avere dei colori bizzarri e interessanti. Solitamente le tutine rosa e celesti vengono scelte nei primi giorni di vita, consigliate soprattutto nei primi eventi mondani in cui ancora il neonato o la neonata non ha incontrato parenti e amici, così alla millesima domanda che riceverai “ma è un maschietto o femminuccia?” potrai dare una risposta chiara e soprattutto visiva.

Superata la fase degli incontri, noi suggeriamo di lasciarsi queste tradizioni alle spalle e giocare con un abbigliamento neonato basato su diversi colori o modelli, è anche un modo per variare il guardaroba del nascituro.

Abbigliamento neonato versatile: le tutine neonato

L’armadio di un pupetto cambia molto spesso, velocità dettata dalla continua crescita. Questo significa che dovrai fin dalla gestazione capire le giuste misure e iniziare ad acquistare l'abbigliamento neonato a seconda dei diversi modelli di tutine.

Abbiamo detto che esistono diversi modelli di tutine neonato che si adattano a ogni tipo di esigenza in base ai materiali e quindi anche in base alle temperature. Per questo motivo esistono più tipologie: a maniche lunghe o corte, a mezza gamba o intera, con i piedini o senza. Le tutine con i piedini sono quelle più consigliate subito dopo il parto e per i primi giorni successivi. Soprattutto se il pupetto nascerà in vista dei mesi invernali, scegliere una tutina con i piedini aiuterà a proteggerlo dal freddo.

Una caratteristica importante che devi tenere in considerazione quando scegli l’abbigliamento neonato è la sua modalità di chiusura. Di solito, soprattutto le tutine, hanno i bottoncini automatici o a pressione, sono quelle più diffuse perché garantiscono semplicità e velocità nella loro apertura e chiusura, facilitano il momento di vestizione e svestizione del neonato.

Quelle più diffuse presentano questi elementi come doppia chiusura, ovvero nella parte centrale posteriore, da metà schiena fino al collo e nel cavallo dei pantaloncini. Nei design più moderni, è possibile trovare i bottoni che seguono delle linee particolari dando carattere alla tutina.

Ad esempio alcune si chiudono a portafoglio, altre hanno le aperture posteriori all’altezza del punto vita, per favorire il cambio del pannolino senza dover completamente spogliare il pupetto. Queste ultime non le consigliamo a dei neo neo genitori, in quanto risulta più difficile l’operazione di “spannolinamento”… è meglio prima fare un po’ di pratica!

Si passa dalle tutine neonato semplici ed essenziali a quelle con degli elementi particolari: colletti tondi, taschine portaciuccio, quelle che richiamano il modello di una salopette. Fino a dei modelli più elaborati e in alcuni casi anche eleganti, come quelli che ripropongono delle giacche formali con tanto di papillon e cravattino.

Queste sono molto particolari. Spesso le tutine che perché all’apparenza sembrano essere composte da più pezzi sovrapposti tipo magliettina e salopette o ancora quelle con il gilet e le camicie , in realtà il look è un monopezzo realizzato con un unico materiale.

In genere questo tipo di abbigliamento neonato è ottimo come idea regalo perché punta anche al coinvolgimento estetico. Non a caso, queste vengono spesso accompagnate dai set nascita che possono abbinare alla tutina, un cappellino, delle scarpine o delle muffolette.

Non solo tutine: altre tipologie di abbigliamento neonato

Credevate che fosse così semplice? Invece ci sono altri tipi di abbigliamento neonato che le neo mamme dovrebbero avere, sia per variare il guardaroba del nascituro sia per averlo completo.

  • Tutine neonato a due pezzi o completini

Il completino è un tipo di abbigliamento neonato composto da un coprifascia e una ghettina, quindi da una magliettina e da un pantalone lungo con piedini. Differentemente dalle tutine queste non hanno bottoni a pressione sulla parte inferiore, ma i pantaloni hanno un morbido elastico in vita che li tiene accostati al bambino, mentre i bottoni sono presenti solo sulla maglietta.

Le ghettine assumono proprio il ruolo di un pantalone, compreso quello di coprire il pannolino.

In commercio c’è anche la possibilità di acquistare questi due capi singolarmente e non esclusivamente in coppia, così da aumentare le possibilità di abbinamento.

  • Pagliaccetto

Il pagliaccetto è un capo di abbigliamento per neonati comodo, grazioso e pratico. È costituito da un’apertura anteriore o posteriore e da un’apertura all’altezza del cavallo, con bottoncini a pressione, che agevolano non soltanto la vestizione e svestizione del bambino ma anche il cambio del pannolino.

Di solito è un capo prettamente estivo in quanto avendo maniche e pantaloni corti, è più leggero e permette movimenti più liberi al neonato.

  • Biancheria intima

In questo settore dell’abbigliamento neonato rientrano tutti i body a manica corta e a manica lunga, sgambati e che abbiano la chiusura nella parte inferiore, facilitando l’apertura per il cambio pannolino. Sono utilizzati spesso in cotone da mettere sotto ad altri tipi di vestiti per proteggere la pelle dal contatto diretto con il tessuto. Consigliamo per questo quelli in cotone, leggero o pesante a seconda della stagione, perché fa traspirare la pelle lasciandola asciutta.

Rispetto alle magliette i body sono più comodi perché non si sollevano e non lasciano scoperta la schiena.

Fanno parte dell’abbigliamento neonato le mutandine in spugna, che sono più che altro estetiche, e servono a coprire il pannolino.

I calzini. In cotone per tutte le stagioni e di lana anallergica più scarpine per l'inverno.

  • Felpe e golfini

Sono dei capi comodi da mettere sopra un body, soprattutto quando si esce. Di materiale sicuramente invernale, questo tipo di abbigliamento per neonati deve essere utilizzato come capo da esterno, consentendo una maggiore velocità nel momento in cui la temperatura consente di alleggerire il vestiario. Ad esempio quando si entra in un locale troppo caldo.

  • Cappellini e Muffole

I cappelli sono utili ma odiati dai pupetti che cercheranno sempre di toglierli. Servono a proteggere la testa del bambino dal freddo invernale e più leggeri dal caldo estivo.

Le muffole, sono dei guanti uniti che come scopo principale, oltre la protezione contro il freddo, quello di proteggere il bimbo dai graffi che può causarsi in volto con le unghiette troppo taglienti.

  • I bavaglini

Non ne avrai mai abbastanza! Sarà un capo che ti troverai a cambiare spesso anche nell’arco della giornata.

  • La camicia della fortuna

Questo tipo di abbigliamento neonato, dovrà essere regalato durante la gestazione come buon auspicio, e indossato dal bambino come primo vestitino. Si trova di colore bianco o rosso e deve essere necessariamente di un materiale innocuo per la pelle del bimbo: seta, lino o cotone 100%! evita i capi sintetici.

Abbigliamento neonato: l’importanza delle giuste scelte

Spesso ci vengono chiesti consigli su quali capi acquistare, dalle taglie ai materiali, per le nascite future di figli e nipotini.

Iniziamo dal consiglio più importante che dimezzerà il campo delle vostre scelte: comprate capi di abbigliamento per neonati prodotti in Italia, che siano in grado di garantire qualità e sicurezza dei materiali. La regola di evitare i capi sintetici si allarga su tutta la scala dei vestiti, visto che possono causare allergie, irritazioni alla pelle, poiché spesso sono di importazione e non aderiscono al rispetto delle norme sulla produzione.

Scegliete quindi materiali naturali o certificati, come il cotone, il lino, la seta e la ciniglia. Ovviamente anche la lana, ma solo da esterno e non a contatto con la pelle del neonato perché spesso, per quanto naturale sia, può essere troppo aggressiva causando pizzicori e fastidi vari. Approfondiremo questo argomento più avanti.

Come scegliere il giusto abbigliamento per il tuo neonato? Sicuramente devi valutare e tenere conto di più fattori che possono essere riassunti in:

  • praticità
  • materiali e stagioni
  • temperature del neonato e della casa
  • taglie

iniziamo dal primo punto.

1. Praticità, abbigliamento neonato consigli su cosa comprare

Vista la rapidità con cui i bambini tendono a crescere, è utile ricorrere ai set di tutine o ai famosi corredini, che contengono più di un capo di grandezze e materiali diversi, per coprire i primi mesi del neonato.

Fate attenzione. Ci teniamo a precisare che la praticità nell’abbigliamento neonato è anche legata alla semplicità e alla sicurezza del vostro bambino. Se avete dubbi sulla provenienza dei capi, accertatevi che siano prodotti in Italia, così avrete la sicurezza del rispetto delle norme di produzione.

Assicuratevi anche che le tutine e i vestitini che comprate non abbiano fibbie, lacci, bottoni troppo piccoli, pericolosi se vengono inghiottiti. Anche tutti gli accessori che rendono graziosi alcuni modelli sono da evitare se prodotti con materiali troppo rigidi e che potrebbero accidentalmente graffiare il pupetto: gonnelline, maglioni a collo alto, calzamaglia sintetica, capi in pizzo e così via.

Potrai sbizzarriti quando il bambino sarà più grande e vestirlo alla moda, con jeans e camicia. Ora il pupetto non deve avere un abbigliamento scomodo, ma deve sentirsi protetto e libero nei movimenti. Quindi vi consigliamo tutine per neonati semplici, con le aperture nel cavallo dei pantaloni e body con il collo abbastanza largo; in generale preferite sempre i bottoncini a pressione.

2. Materiali: consigli sull’abbigliamento neonato adatto alle stagioni

È normale avere dei dubbi su come vestire un neonato se si è genitori per la prima volta. Capire e soddisfare le necessità del bimbo non è un compito facile perché oltre ai suoi bisogni, devono essere presi in considerazioni altri fattori.

Per questo si tende sempre a coprirli troppo, più del necessario. L’abbigliamento neonato va scelto con criterio facendo molta attenzione al tipo di materiale poiché ne ha uno specifico sul quale orientarsi. I più diffusi sono:

  • Cotone
  • Caldo cotone/interlock e felpato
  • Ciniglia
  • Lana

Il Cotone leggero e il cotone interlock

Esistono diverse tipologie di cotone che variano in base alla lavorazione, alcuni adatte in estate ed altre per le mezze stagioni.

Il cotone da indossare nelle stagioni calde, è quello jersey utilizzato spesso da aprile ad agosto. È un must in estate perché è leggerissimo e di solito viene utilizzato nei pagliaccetti, abbigliamento neonato prettamente estivo.

Nelle mezze stagioni si ricorre ad un tessuto più pesante, in base alle temperature della stagione. Solitamente per questi mesi di transizione si consiglia il caldo cotone o interlock, da utilizzare da febbraio a giugno, oltre che in settembre ed ottobre. Questo tessuto è a maglia incrociata, può sembrare simile al jersey ma al tatto è più pesante, caratterizzato da una trama più compatta.

Il cotone felpato, è invece un materiale più pesante dell’interlock ed è consigliato per i mesi invernali, soprattutto nei body intimi, perché è rivesto da una leggera imbottitura calda e soffice.

Occhio a non fare confusione tra caldo cotone e cotone felpato, sono da indossare in stagioni differenti.

La ciniglia

La ciniglia è il materiale più richiesto per i capi di abbigliamento neonato. La ciniglia è molto particolare perché è sia filato sia tessuto. Il filato è formato da una serie di fili intrecciati insieme e da una sporgenza al tatto simile al velluto. Infatti una volta lavorato il filato si ottiene un tessuto che da proprio quella sensazione di avvolgente morbidezza!

È un materiale consigliato anche per la sicurezza del bimbo, essendo i filati di cotone è raro che causerà allergie. Questo materiale è adatto per tutto l’inverno, è molto caldo e morbido.

La lana

Lana e tessuti pesanti, sono da utilizzare durante i mesi più freddi dell’inverno e all’esterno. Contrariamente a quanto si pensa, è per la maggior parte dei casi sconsigliato acquistare un capo in lana, perché nei primi mesi potrebbe causare allergie o pizzicori alla pelle del bambino, e da indossare solamente in esterno.

In questo caso, non tenete la tutina a contatto diretto con la pelle ma utilizzate un body che possa isolare il materiale.

3. Miti e temperature: come vestire il neonato

L’abbigliamento neonato non riguarda solamente la questione estetica ma è qualcosa di più importante, dal quale dipendono la salute e il benessere del bebè.

Per questo dobbiamo sfatare quei miti che costringono il neonato ad essere imbottito di vestiti per contrastare il freddo. Al contrario di quanto si pensi, vestire eccessivamente il bambino può risultare controproducente!

Bisogna fare attenzione al surriscaldamento del bambino più che alle correnti d’aria. Per questo, come consigliato, è meglio indossare la lana solamente in esterno e regolata da un body in cotone, in modo che se si entra dentro locali troppo caldi, la lana può essere tolta alleggerendo il vestiario.

Oggi con l’avanzamento tecnologico del riscaldamento delle nostre case, la lana, nell’abbigliamento neonato, ha perso il suo ruolo di coibente, cioè isolante, che ha sempre avuto in passato quando le case erano fredde e riscaldate a zone. Se la si fa indossare al neonato a diretto contatto con la pelle, si avranno solamente gli svantaggi legati all’irritazione.

Quindi vestire troppo un bambino con tutine eccessivamente pesanti o non adatte alla stagione, da molti strati, con cappellini, sciarpine, guanti e scarpine, non gli permetterà di iniziare ad utilizzare i naturali meccanismi di termoregolazione, diventando facilmente incline a raffreddori e malanni. Non a caso, il nostro corpo si infetta quando l’organismo non riesce ad affrontare i cambiamenti termici, alimentando il problema delle basse difese immunitarie.

Ci viene in mente che spesso come parte dell’abbigliamento neonato, si tende a comprare quelle scarpine cosi piccole e carine: ma sono del tutto inutili! Il piccolo non sa stare in piedi o gattonare, almeno fino al 12 mese, passando dalla culla alle braccia della mamma. Non necessitando ancora di sostegno, è bene che siano liberi nei movimenti. Sono quindi sufficienti dei calzini, in cotone o più pesanti a seconda della stagione.

La soluzione è quindi quella di adottare un abbigliamento per il neonato adeguato alle temperature sia esterne sia interne della casa. Ti lasciamo alcune regole che riassumono i concetti trattati, sulle quali puoi basarti e gestire con il tuo buon senso in base alla stagione che stai affrontando:

  • Proietta sul neonato la tua stessa percezione del caldo o del freddo, senza eccedere nel coprirlo troppo. Devi evitare che sudi e in questo caso è l’unica circostanza in cui è sconsigliato tenerlo tra le correnti d’aria. Nelle mezze stagioni è consigliabile una vestizione “a cipolla” in modo di regolare l’abbigliamento del neonato in base alla temperatura.
  • Il bambino va controllato in maniera regolare, imparando a conoscere il suo linguaggio del corpo per capire come manifesta momenti di disagio e controlla il colorito del viso e la velocità del respiro.
  • Non basarti su mani e piedi per sentire la temperatura corporea del pupetto. Soprattutto nei bimbi piccoli, per un naturale fenomeno di vasocostrizione, risultano sempre freddi, ma puoi appoggiare una mano sul collo e sulla nuca valutandone la temperatura.

4. Abbigliamento neonato: temperatura interna della casa

Quando c’è un neonato in casa, andando a soddisfare determinati requisiti di sicurezza, è auspicabile che in inverno le stanze abbiano una temperatura omogenea che non superi i 22°C e che non scenda sotto i 18°C. Avere ambienti troppo caldi può essere pericoloso visto che l’aumentata temperatura in culla può essere causa e un fattore di rischio della SIDS, cioè la morte improvvisa in culla nel primo anno di vita.

I neonati, ancora non hanno sviluppato il termostato naturale che ci consente di avere una temperatura adeguata agli ambienti, quindi tendono ad avere più caldo che freddo.

In generale tieni d’occhio le variazioni di temperatura repentine. L’abbigliamento neonato deve proteggere adeguatamente i pupetti quando si passa da un ambiente ad un altro con differenti gradi di temperatura. Per esempio in estate se usciamo da una casa fresca e fuori fa caldo o quando entriamo in un supermercato. Gli sbalzi di temperatura possono far raffreddare il bebè.

Il riscaldamento della casa può creare ambienti secchi che non fanno bene alle vie aeree del neonato e quindi deve essere regolato con la giusta umidità dell’aria, tra il 50% e il 60% e non oltre. Se si supera questa soglia potrebbero insorgere muffe e acari che predispongono alle allergie.

Per una giusta temperatura ricordati di:

  • aprire le finestre di casa per il riciclo di aria e per far entrare il sole
  • accendere il riscaldamento per poche ore al giorno.

5. Come scegliere i capi di abbigliamento neonato giusti: le taglie

Uno dei fattori che mette in difficoltà mamme, papà, nonni, zie e così via… è la scelta della taglia giusta dei capi per l’abbigliamento del neonato!

Non esistono dei parametri uguali per ogni marca, perché alcune si basano sul sistema taglie americano, altre su quello europeo, così finiamo sempre per non sapere quale taglia acquistare per il futuro pupetto.

Esistono però dei fattori che, al di la dei parametri, puoi tenere in considerazione prima dell'acquisto: età, altezza, peso. Questi elementi concorreranno a direzionarti verso la scelta giusta.

Non ti puoi basare solamente su uno di questi elementi, perché sono tutti estremamente variabili. Prendiamo in analisi il peso: di norma un neonato sano aumenta in media di 150-200g a settimana. Ma questo fattore è influenzato da parametri personali e soprattutto dal fatto che i bambini non nascono con un peso standard. È quindi un informazione da considerare, ma non è l’unica!

Orientarsi per età, risulta più semplice. Nell’etichetta dell'abbigliamento per neonato è indicato il numero preciso o, spesso, il range di età in cui il capo può essere indossato, ad esempio 0-3 mesi. Questo significa che per un bambino di età superiore risulterà piccola la tutina.

C’è sempre l’eccezione, per quanto questo sia un metodo valido, è possibile che non vada bene per alcuni bambini, a causa dello standard unico della misura.

Tenere conto dell’altezza, spesso dalle spalle ai piedi, è il metodo più sicuro per scegliere l’abbigliamento neonato. Espressa in cm, vi aiuterà a calibrare bene la scelta, orientandovi anche in base all’età. Spesso capi diversi ma di età uguale possono avere differenti misure!

Come lavare l’abbigliamento neonato

Avere i panni puliti e profumati è una necessità che se si ha un pargoletto aumenta a dismisura. Capiterà spesso che ti ritroverai con tutine o accessori sporchi di cibo, latte o rigurgiti, è quindi importante conoscere il modo corretto di lavare l'abbigliamento neonato garantendo il massimo dell’igiene e senza rovinare i capi.

Da dove iniziare? Ogni capo regalato e comprato deve essere accuratamente lavato prima di farlo indossare al bimbo. Tutti i capi nuovi, o quelli tramandati da amici e parenti devono essere lavati (regola che vale anche per gli adulti). I motivi sono diversi:

  • alcune case di produzione aggiungono sostanze che migliorano l’aspetto del vestito, ma che a contatto con la pelle possono causare irritazione o allergie;
  • i capi passano da un luogo all’altro, tra fabbrica e negozio, quindi esposti a potenziali germi. Lo stesso vale per il loro stato di conservazione, che prima di arrivare in negozio non se ne conosce la modalità;
  • Possono contenere polvere;

La pelle del neonato, specialmente nei primi giorni di vita, è estremamente delicata. Quindi bisogna fare molta attenzione a cosa gli facciamo indossare è così delicata che alcuni tessuti ed etichette, potrebbero ferirlo con un semplice tocco. Vogliamo lasciarti alcuni consigli e linee guida per il lavaggio dei capi di abbigliamento neonato, dalle modalità ai detersivi:

  1. Utilizza detersivi specifici per l’abbigliamento neonato. I detersivi comuni contengono additivi chimici che non sono compatibili con la pelle delicata dei bambini. Il rischio di creare dermatiti e irritazioni potrebbe essere alto. Non usare candeggina e ammorbidente ma consigliamo di orientarsi su detersivi delicati e biologici, così eviti le possibili reazioni allergiche.

  2. Attieniti alle indicazioni riportate sulle etichette, ogni capo è differente dal materiale a come questo assorbe lo sporco, quindi i metodi di lavaggio saranno diversi; Nelle etichette trovate indicate le istruzioni di lavaggio, rispettarle è importante, perché sono frutto di accurati test effettuati sui singoli capi.

  3. Riguardo le etichette, una volta studiate, tagliale dal capo perché potrebbero graffiare il bimbo o stingere e macchiare il tessuto. Se sei alle prime armi puoi conservare le etichette per i principali materiali di cui è fatto il corredino del tuo bimbo.

  4. Se vuoi lavare in lavatrice scegli il programma delicato con un basso numero di giri della centrifuga, oppure seleziona il programma lavaggio a mano.

  5. L’abbigliamento neonato va riposto in un cesto differente dai panni sporchi degli adulti e di conseguenza lavato separatamente. Mescolare i vestiti del piccolo a quelli di altri componenti della famiglia vuol dire correre il rischio di esporre il bambino a dermatiti o patologie simili.

  6. Non usare smacchiatori o sbiancanti. Per rimuovere le macchine prova ad immergere i vestiti sporchi in acqua tiepida per un quarto d’ora, lavora la macchia strofinandola per rimuoverla e risciacquate.

  7. Assicurati che i panni siano risciacquati perfettamente. Non devono contenere nessuna traccia di sapone.

Spesso ci contattate per chiederci consigli su come lavare, in particolare, due capi: quelli in ciniglia e quelli in cotone interlock.

I capi di abbigliamento neonati in ciniglia sono i più difficile da trattare data la particolarità del tessuto. Il lavaggio ideale è quello a mano lasciando in ammollo la tutina in acqua fredda e al rovescio; le macchie ostiche che spesso si trovano sui piedni, sulle maniche e nel girocollo vanno trattate con un sapone delicato e specifico per neonati. Non strofinate tutta la tutina, perché la ciniglia è molto delicata e potrebbe rovinarsi.

Se non avete tempo, potete scegliere la lavatrice selezionando il programma lavaggio a mano, sempre con accortezza sul ridurre i giri di centrifuga e nell'utilizzo dei detersivi. Noi consigliamo caldamente il lavaggio a mano e bacinella.

Le tutine neonato in cotone interlock possono essere lavate in lavatrice ad una temperatura bassa non superiore a 40° e con una centrifuga fino a 700 giri, non oltre. È consigliato, su ogni tipo di tutina, pretrattare le macchie: lo sporco difficile potrà essere rimosso a mano con un sapone di Marsiglia, per poi procedere con il lavaggio in lavatrice.

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Genere
Neonato Neonata Unisex

Categoria
Tutine Completini Intimo Pagliaccetti Accessori Bagnetto Coperte Lenzuola Sacchi nanna Settetè

Taglia in mesi
00 M 0 M 0-1 M 0-3 M 1-3 M 3-6 M 6-9 M 9-12 M 12-18M Taglia unica

Colore

Materiale
Caldo cotone Ciniglia Cotone Lana Seta Altro

Collezione
Autunno/Inverno Primavera/Estate


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