17 Dicembre 2019

Generazioni digitali: il neonato e la tecnologia

Generazioni digitali: il neonato e la tecnologia

I bambini di oggi sono nati e cresciuti in un mondo digitale, dove le relazioni interpersonali non restano soltanto fisiche, ma sono collegate a internet (Skype, Telegram, WhatsApp). Si guardano i bimbi con grande stupore per la loro estrema abilità nell’utilizzare uno smartphone o un tablet, quasi a dire: i piccoli di oggi sono più svegli di quelli di ieri.
La verità però è un’altra. Le nuove generazioni possiedono poca manualità dei bambini di ieri e stanno forse perdendo la capacità di gustarsi i veri piaceri della vita. Già a 8 mesi di età vogliono che ogni cosa sia più veloce, come il loro pensiero che viaggia spedito e senza sosta.
L’errore, quindi, sta alla base. I genitori non si rendono conto di come la tecnologia possa a volte essere devastante sul bambino provocando danni irreparabili e che saranno visibili solo in età adulta.

Genitori A e genitori B

Alcuni genitori vietano in maniera categorica l’uso di strumenti tecnologici e informatici fino ai 10 anni di età, altri invece lasciano totale libertà, mettendo in mano telefonini e tablet perfino ai neonati, solo per farli stare buoni e zitti.

Il buon senso

Esiste una sola regola: il buon senso. Non è possibile fermare il progresso tecnologico. Quello che è importante è saper mettere dei limiti, riducendo al minimo i rischi.

Bisogna vietare la tecnologia?

Già negli anni ‘80 i bambini avevano a disposizione la televisione e i primi videogiochi. La differenza con oggi c’è ed è evidente. I genitori della precedente generazione imponevano un tempo massimo, mai più di due ore. Una regola forse scomoda per i bambini, ma giusta per gli esperti. Si parlava di un limite temporaneo che aveva un determinato senso, in quanto quegli strumenti avevano un livello di interattività assai limitato e potevano essere messi facilmente in stand by quando si usciva di casa per giocare con i coetanei.
Oggi i videogiochi e la televisione sono addirittura tascabili, quindi sempre a portata di mano e perennemente accesi, per scelta dei grandi, prima ancora che dei piccoli. Questo perché i nuovi genitori non riescono ad imporre divieti o semplicemente limitazioni nell’utilizzo della tecnologia, in quanto neanche loro riescono a rispettarli in primis. Quindi quello che i genitori devono insegnare fin da subito ai loro figli è il modo corretto di utilizzo.

Sfatiamo alcuni miti

Lo smartphone o il tablet di per sé non sono dannosi, ma possono diventarlo se non vengono utilizzati nella maniera corretta. Tutto deve partire da mamma e papà che devono dare l’esempio al figlio. Ci devono essere delle regole in casa. Ad esempio, impedire l’utilizzo del tablet o dello smartphone durante che si mangi o si sta parlando o ancora quando è il momento di riposare. Insomma, imporro a loro stessi prima e dopo ai figli il giusto utilizzo della tecnologia che oramai ha preso il sopravvento su tutto, compresa la quotidianità.

La tecnologia come forma di svantaggio

I genitori non devono utilizzare i dispositivi tecnologici come vere e proprie forme di baby sitter e sottrarsi così alle loro responsabilità. Non è assolutamente concepibile parcheggiare il proprio bambino davanti alla televisione solo perché è più comodo. Non si tratta di un robot, ma di un bambino. L’utilizzo sbagliato della tecnologia può rivelarsi dannoso per il bambino causando:
isolamento e rifiuto della realtà;
difficoltà a creare relazioni future;
problemi alla vista causati dall’uso prolungato dei dispositivi elettronici per via degli schermi super illuminati.

La tecnologia come forma di vantaggi

Se utilizzata con parsimonia può essere una buona maestra di vita. Essa, infatti, fa sviluppare le doti cognitive di un bambino e l’abilità di gestire più informazioni e situazioni contemporaneamente. Difatti, proprio per questo esistono anche dei giochi all’interno del tablet che possono aiutare il piccolo ad imparare ad esempio l’alfabeto, i numerini o i colori. Ma non è tutto. La tecnologia se applicata nelle giuste dosi può aprire davvero la mente di un bambino e renderlo più abile in tutto. Solo una raccomandazione. Il tutto deve essere dosato!


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