04 Marzo 2020

Perché il Covid-19 colpisce meno i bambini?

Perché il Covid-19 colpisce meno i bambini?

A dirlo è Lorenza Crippa, pediatra di Gessate (Milano), attraverso un lungo messaggio diffuso mediante la piattaforma di whatsapp.

Non cedete al panico – spiega la pediatra Crippa – È mio dovere come medico dirvi che in questi casi bisogna affidarsi alla scienza e, quindi, rispettare le indicazioni che vi verranno date. Evitate di andare a zonzo e non abbiate paura per i vostri bambini. I sintomi sono quelli di una normale influenza e l’organismo dei più piccoli è molto più reattivo degli adulti nell’affrontare nuove “minacce”.

Il messaggio della dottoressa è pertanto molto chiaro ed incoraggiante, dove è importantissimo non farsi prendere dalla paura. - Per i bambini non esiste il problema Covid-19 – continua la dottoressa – perché in generale è abituato ad affrontare i virus, che sono tutti nuovi per loro. Dal raffreddore all’influenza, passando per la mononucleosi. Come non vi ha preoccupato questo finora, non deve preoccupare il nuovo Covid-19.

Le fake news

In questo periodo affidarsi agli esperti e alle indicazioni dei medici è fondamentale per non cadere nella disinformazione e nelle tante fake news che circolano ogni giorno su internet. Anche perché i sintomi del Covid-19 sono identici a quelli di una banale influenza. Inoltre, rispetto ai grandi, i bambini sono più reattivi. Ciò però non vuol dire che l’epidemia debba raggiungere picchi importanti, ma bensì è necessario contenerla il più possibile ed evitare che troppa gente venga contagiata nello stesso momento. E questo può succedere se ci si sposta senza le doverose attenzioni del caso. Per tanto la dottoressa Crippa invita chiunque possa a fermarsi. – Gli adulti che stanno bene avranno una forma virale simil-influenzale – spiega la pediatra – su 100 persone, 20 avranno la polmonite, e di queste 4-5 finiranno in rianimazione. È medicina, non matematica. È biologia.

Le mascherine e il loro corretto utilizzo

Secondo la dottoressa si può utilizzare la mascherina chirurgica, anche se non difende dai virus. – È utile, ma per non propagare quello che si ha al mondo. Questo permetterà di non diffondere troppo velocemente il virus e di permettere al sistema di curare meglio i pazienti.

Inoltre, quanto al pediatra – il bambino va accompagnato in ospedale da una sola persona, se possibile sana e avere una mascherina chirurgica. Ma è importante che venga prima chiesto un appuntamento… inoltre, solo se il pediatra vi consiglierà di chiamare il 112 per il tampone, allora va fatto.

In questo modo si eviterà di intasare il 112 e si favorisce chi ha effettivamente bisogno.

Lucia Franco


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