23 Aprile 2019

Il tempo e la presenza di un genitore nella vita di un figlio

Il tempo e la presenza di un genitore nella vita di un figlio

Si diventa importanti nella vita di un figlio se gli si dedica del tempo, se si è presenti. Un bambino di pochi mesi non piangere solo perché ha fame. Può farlo per svariati motivi: perché ha caldo o freddo, perché è bagnato o perché percepisce un certo malessere dovuto a una cattiva posizione. Crescendo piangerà o chiamerà unicamente per richiamare l’attenzione su se stesso o per essere coccolato.

La figura dei genitori è fondamentale nella crescita di un figlio. Possono venirgli in soccorso nelle diverse situazioni, anche perché, secondo determinati studi, i papà come le mamme vengono “attivati” nella stessa misura dal piagnisteo e dai richiami emessi dal piccolo e con il tempo si abituano a comprenderli e capire che cosa c’è dietro.

Un genitore è per sempre

Ogni giorno il neonato si attacca sentimentalmente alle persone che gli stanno vicino e si prendono cura di lui, come mamme e papà. Il neonato così si affeziona: si abitua ai loro gesti, alla loro voce, al loro profumo, al loro sorriso e ai loro abbracci, ma anche alle storielle da loro raccontate e ai loro modi di giocare con lui. Queste persone così vicine a lui diventano quindi fondamentali e nel contatto quotidiano con loro il bambino impara come si entra in rapporto con gli altri.

Naturalmente non è sufficiente solo questo. Ci sono anche le passeggiate insieme in cui si guarda il mondo circostante, ci sono i racconti, l’ascolto del respiro, i dialoghi. Insomma, un mix di attenzioni e avventure che sono la base di una crescita sana.

Lucia Franco

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